Office



L’ufficio del genietto è situato all’angolo del 78° piano del Thorne Building.
La prima cosa che si può notare è che la targhetta che dovrebbe indicare “Ricercatore Jasper Ellis” è stata letteralmente sommersa da stickers in modo da lasciare visibile solamente il nome.
La porta (insonorizzata dopo le piiiccole lamentele degli altri abitanti del piano che sentivano la sua musica tenuta bassa) è ricoperta da adesivi di qualsivoglia sorta, da pokemon a draghi passando per formule chimiche, ma soprattutto da scritte, tra cui spiccano:
-         99% of the time when random crap happens, you're somehow involved!
Can't you have a little faith in that last 1%?
-        I’m going to bed.
It’s noon...Time isn’t real.
-        There's nothing in here but ice cream, candy bars, cookie dough, frosting…why are you not 450 pounds?
I know. Scientists call it the Jasper paradox.
L’ufficio è abbastanza grande e comprende una specie di anticamera che poi si apre sull’ufficio vero e proprio tramite un piccolo gradino.
E’ ovviamente arredato in stile futuristico, in tipico stile Thorne, fatto di legno laccato nero e acciaio con finiture in vetro satinato da cui lampade di neon illuminano attorno con il colore del giorno (che varia a seconda dell’umore), e da una grande vetrata che da una bella visuale sul giardino interno della Thorne.

La prima cosa che si può notare è uno scheletro di plastica, opportunamente rinominato Skellington (con tanto di freccia che lo indica appiccicata al muro), a grandezza naturale con addosso un cappello fedora e gli occhiali da sole e, se il ragazzino è nel suo ufficio, la giacca della Thorne suit appoggiata sulla spalle, a mo’ di attaccapanni.

All’interno sono presenti due scrivanie: una perennemente piena di fogli (che funge più da ricettacolo di idee) situata davanti alla vetrata e una, che fa da angolo all’ufficio, in semioscurità, che serve da base per i vari maxi-schermi collegati ad un computer fisso di ultima generazione. Entrambe hanno due belle sedie abbastanza grandi da potercisi raggomitolare dentro.

Vicino alla scrivania con i computer è appesa una lavagna nera piena di appunti e poco distante una lavagnetta di sughero con sopra le varie minacce che Josephine ha giurato di eseguire se lui disobbedirà alle regole che lei ha deciso.




Sul lato senza finestre è appoggiata al muro un’intera libreria a ponte, piena di fumetti, libri di fantascienza e libri di chimica avanzata e informatica, sopra ad un divano letto a tre posti, pieno di cuscini, la famosa coperta con lo scheletro del T-Rex e i vari controller wireless per giocare ai vari videogame stando più comodo.
Sul tappeto che si trova davanti al divano ci sta il puff blu elettrico e anche il peluches del drago furia buia lungo due metri e supermorbidoso, appropriato per dormirci sopra.

Sul bancone (compreso di mensole sopra e mobili sotto) vicino alla sua scrivania raccogli-idee, sono presenti anche la macchina per fare i pop-corn, il suo barattolo gigante dei lecca lecca e un frighetto stracolmo di calamite con dentro bibite e merendine di ogni genere, abbastanza per sopravvivere ad un’apocalisse zombie.

Ovviamente sparsi per il pavimento in legno (per stare scalzi, e quindi più comodi) ci sono i suoi due skateboard e, nella sua postazione a caricare, il suo hoverboard, se non se lo porta in giro o lo sta usando.

Inoltre il ragazzino ha riempito il suo ufficio con gli strumenti per creare holo e ha creato tre draghi (uno color azzurro-verdino che si chiama Mizu e due gemelli, uno bianco e uno nero, che si chiamano rispettivamente Kuro e Shiro) che svolazzano, dormono e si divertono per l’intero ufficio e, se non espressamente avvertiti, ringhiano contro chiunque cerchi di entrare, a parte Josephine.

Loro rappresentano una IA creata dal ragazzino (scollegata dalla rete internet e dalla rete interna Thorne) e lo aiutano a cercare le sue cose quando le perde e a ricordargli i vari appuntamenti, oltre che continuare a fare la guardia al parco giochi che è il suo ufficio.